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Castell’Arquato con la Rocca Viscontea e la Piazza Monumentale, sulle colline della Val d’Arda
Racconta il borgo 8 min di lettura

Castell’Arquato a San Valentino: una giornata nel romantico borgo piacentino

Castell’Arquato, borgo medievale dell’Emilia in provincia di Piacenza, è il luogo più romantico dove trascorrere San Valentino: il racconto di una giornata.

Castell’Arquato a San Valentino: una giornata nel romantico borgo piacentino

Un evento nel romantico scenario di Castell’Arquato, uno dei borghi medievali più belli dell’Emilia-Romagna e una destinazione perfetta per trascorrere San Valentino in provincia di Piacenza.

Chi conosce Castell’Arquato, borgo medievale dell’Emilia situato in provincia di Piacenza, sa quanto questo luogo sappia essere romantico. Le strade acciottolate, gli edifici in pietra, la spettacolare piazza monumentale e il panorama sulle colline della Val d’Arda creano lo scenario ideale per una giornata dedicata alla scoperta e, perché no, anche per festeggiare San Valentino.

È proprio per questo motivo che noi di Borghi Italiani, insieme alla splendida compagnia dei ragazzi di Yallers Emilia-Romagna, abbiamo colto al volo l’invito dell’Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica di Castell’Arquato.

Il tramonto sulla Val d’Arda visto da Castell’Arquato, con i tetti del borgo e il greto del torrente Arda

Tagliere di salumi piacentini, gnocco fritto e calici di vino sotto un cuore rosso con la scritta “Castell’Arquato… il borgo degli innamorati!”

Un vicolo acciottolato in salita di Castell’Arquato, fra le case in pietra e laterizio del centro storico

Foto di Jonathan Fioralba

Castell’Arquato: tanti motivi per visitare e valorizzare il borgo

Castell’Arquato è un magnifico borgo medievale della Val d’Arda, sviluppato sulla sommità di una collina che domina il paesaggio circostante. Il centro storico sorge sulla riva sinistra del torrente Arda e conserva ancora oggi una struttura urbana di origine medievale, fatta di vicoli in salita, scalinate, passaggi in pietra e antiche abitazioni.

Il borgo appare scenografico già da lontano. Avvicinandosi, lo sguardo viene attirato dalla sagoma della Rocca Viscontea, dalle torri e dagli edifici raccolti intorno alla parte più alta dell’abitato. Una volta entrati nel centro storico, il modo migliore per scoprirlo è procedere lentamente, seguendo le strade che dal paese basso conducono alla Piazza Monumentale.

Castell’Arquato è un luogo nel quale storia, cultura, paesaggio e gastronomia si fondono in perfetta armonia. La parte più antica del paese conserva case in pietra e laterizio, palazzi signorili, architetture religiose e testimonianze delle diverse epoche attraversate dal borgo. Passeggiando si incontrano anche il Torrione Farnese, il Palazzo del Duca, le antiche porte e alcuni tratti delle fortificazioni.

Il cuore del paese è la Piazza Monumentale, uno degli angoli medievali più suggestivi del territorio piacentino. Qui si affacciano i tre edifici che rappresentavano i principali poteri della società medievale: la Collegiata per il potere religioso, il Palazzo del Podestà per quello civile e la Rocca Viscontea per quello militare.

Anche il paesaggio contribuisce al fascino di Castell’Arquato. Il borgo è circondato dalle colline della Val d’Arda, oggi caratterizzate da vigneti, campi coltivati e affioramenti fossiliferi che raccontano un passato antichissimo, quando questa parte del territorio era ricoperta dal mare.

Castell’Arquato ha ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, aderisce al circuito dei Borghi più belli d’Italia ed è anche Città del Vino. Riconoscimenti che sottolineano il valore del suo patrimonio storico, paesaggistico ed enogastronomico.

Castell’Arquato vista dall’alto della Rocca Viscontea: i tetti in coppi, il campanile e la Pianura Padana sullo sfondo

Foto di Jonathan Fioralba

La visita guidata nel borgo di San Valentino

Arrivati a Castell’Arquato con un numeroso gruppo di persone desiderose di conoscere il borgo, ci siamo divisi in due gruppi per partecipare a una visita guidata più attenta e approfondita.

La prima tappa è stata la Collegiata di Santa Maria Assunta, una chiesa antichissima la cui origine viene tradizionalmente fatta risalire al 758. L’edificio venne ricostruito dopo il terremoto del 1117 e consacrato nel 1122. La sua architettura prevalentemente romanica, arricchita nei secoli da elementi gotici e rinascimentali, la rende uno dei monumenti religiosi più importanti di Castell’Arquato.

Accanto alla chiesa si trova un raccolto chiostro, un angolo silenzioso che invita a fermarsi e osservare i particolari architettonici. Il vicino Museo della Collegiata conserva inoltre opere d’arte sacra e preziose testimonianze della storia religiosa locale.

La visita è proseguita con il Palazzo del Podestà, altra importante testimonianza della lunga storia del borgo. La costruzione dell’edificio, situato sul lato settentrionale della Piazza Monumentale, risale al 1292, anche se il complesso fu modificato e ampliato durante i secoli successivi.

Al suo interno è rimasta pressoché intatta la grande sala consiliare, impreziosita dal soffitto a cassettoni e dalle decorazioni. Il Palazzo ha avuto nel tempo diverse funzioni: fu sede delle attività amministrative e giudiziarie, ospitò il Comune e continua ancora oggi a essere uno dei principali luoghi culturali del paese. Nella Loggia dei Notari trova spazio anche l’Enoteca Comunale, punto di riferimento per conoscere i vini dei Colli Piacentini.

L’antica porta merlata di Castell’Arquato, con l’arco che immette nella via acciottolata del borgo

Foto di Jonathan Fioralba

Aperitivo e pranzo da re tra i sapori piacentini

Tanta ospitalità in questa parte dell’Emilia! Un abbondante aperitivo piacentino ci ha accolto al Bar Enoteca Castell’Arquato. In tavola abbiamo trovato prodotti tipici del territorio, salumi, una grande varietà di formaggi e vini locali.

Lo gnocco fritto ci ha subito conquistati. Lo avete mai assaggiato? È uno dei prodotti più conosciuti della tradizione emiliana e viene preparato con un impasto a base di farina, acqua o latte, lievito e grasso. Deve essere servito ben caldo e si accompagna perfettamente con salumi, formaggi, salse tradizionali e un bicchiere di vino dei Colli Piacentini.

La ricetta ha origini antiche e viene spesso collegata alla presenza dei Longobardi, che utilizzavano abitualmente lo strutto nella preparazione delle pietanze. La versione tradizionale prevede infatti la frittura nello strutto, anche se oggi è molto diffusa anche quella preparata utilizzando l’olio.

Il pranzo con menu tipico piacentino, presso il ristorante Stradivarius, ci ha permesso di conoscere anche i pisaréi e fasö, uno dei primi piatti simbolo della cucina locale. Si tratta di piccoli gnocchetti preparati con farina e pangrattato, serviti con un sostanzioso condimento a base di fagioli. Una ricetta di origine contadina nata dall’impiego di ingredienti semplici, ma ricca di gusto e capace di raccontare l’identità gastronomica del territorio.

Tra gli altri prodotti da provare durante una visita a Castell’Arquato ci sono i salumi piacentini DOP, gli anolini e i vini della Val d’Arda. Particolarmente rappresentativo della zona è il Monterosso Val d’Arda DOC, un vino bianco frizzante prodotto sulle colline circostanti.

La visita alla Rocca Viscontea

Nel pomeriggio la nostra giornata è proseguita con la visita alla Rocca Viscontea di Castell’Arquato e con la speciale salita alla torre.

Per San Valentino gli ambienti erano stati allestiti con un romantico tavolo dedicato agli innamorati, davanti al quale abbiamo potuto scattare alcune fotografie e conservare un ricordo particolare dell’esperienza.

Un grande cuore di fiori rossi allestito per San Valentino davanti alla torre della Rocca Viscontea di Castell’Arquato

Foto di Jonathan Fioralba

L’interno romanico a tre navate della Collegiata di Santa Maria Assunta a Castell’Arquato

Foto di Alexa Tiddia

La Rocca, con la sua altezza e il suo ottimo stato di conservazione, ha colpito tutti i partecipanti. La costruzione ebbe inizio nel 1342, durante la dominazione viscontea, sulle fondamenta di una fortificazione precedente. La sua funzione era quella di controllare il borgo, la vallata e le importanti vie di collegamento del territorio.

Dalla parte più alta della torre si apre un panorama straordinario sulla Pianura Padana e sulle colline piacentine. Nelle giornate particolarmente limpide lo sguardo può spingersi verso l’arco alpino a nord e il crinale appenninico a sud.

La torre più elevata costituiva un punto di osservazione strategico lungo i percorsi che collegavano la Pianura Padana alle vallate dell’Appennino. Ancora oggi la salita permette di comprendere chiaramente l’importanza militare rivestita da Castell’Arquato nel Medioevo

I musei di Castell’Arquato

Durante la giornata è stato bello scoprire anche due importanti musei del borgo: il Museo Geologico Giuseppe Cortesi e il Museo Luigi Illica.

In epoca preistorica il territorio nel quale oggi sorge Castell’Arquato era ricoperto dal mare. Per questo motivo il Museo Geologico rappresenta una piacevole sorpresa. La sua esposizione permanente conserva fossili rinvenuti nel territorio della Val d’Arda, compresi resti di cetacei e altri reperti che permettono di ricostruire l’evoluzione geologica e ambientale della zona.

Il museo è particolarmente interessante anche per le famiglie e per i bambini, perché consente di osservare da vicino le tracce di un passato remoto e di capire come sia cambiato il paesaggio nel corso di milioni di anni.

Il Museo Luigi Illica è invece dedicato a uno dei personaggi più illustri di Castell’Arquato: il poeta, giornalista, drammaturgo e librettista arquatese Luigi Illica. Collaborò con alcuni dei più importanti compositori della sua epoca e partecipò alla scrittura dei libretti di celebri opere come La Bohème, Tosca e Madama Butterfly di Giacomo Puccini.

Attraverso documenti, fotografie, libretti, spartiti e altri materiali, il museo racconta in maniera coinvolgente la vita e l’attività artistica dell’intellettuale.

Castell’Arquato, un borgo romantico tutto l’anno

Castell’Arquato è uno di quei luoghi capaci di far innamorare non soltanto a San Valentino. Il fascino del centro medievale, la bellezza della Piazza Monumentale, il panorama dalla Rocca Viscontea e i sapori della cucina piacentina rendono il borgo una meta ideale in ogni stagione.

In primavera e in estate le colline invitano a proseguire il viaggio lungo la Val d’Arda; in autunno i vigneti si riempiono di colori, mentre durante l’inverno le architetture medievali e l’atmosfera raccolta del centro storico rendono la visita ancora più suggestiva.

Noi di Borghi Italiani ve lo consigliamo: per una visita culturale, una giornata dedicata alla gastronomia o un fine settimana romantico. Perché non sceglierlo proprio per la festa degli innamorati?

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Domande frequenti

Dove si trova Castell’Arquato?
In provincia di Piacenza, in Emilia-Romagna, sulla sommità di una collina della Val d’Arda. Il centro storico sorge sulla riva sinistra del torrente Arda e conserva ancora oggi una struttura urbana di origine medievale, fatta di vicoli in salita, scalinate e passaggi in pietra.
Cosa vedere a Castell’Arquato?
Il cuore della visita è la Piazza Monumentale, dove si affacciano i tre edifici dei poteri medievali: la Collegiata di Santa Maria Assunta, il Palazzo del Podestà e la Rocca Viscontea. Nel borgo si incontrano anche il Torrione Farnese, il Palazzo del Duca, le antiche porte e alcuni tratti delle fortificazioni, oltre al Museo Geologico e al Museo Luigi Illica.
Quando è stata costruita la Rocca Viscontea?
La costruzione ebbe inizio nel 1342, durante la dominazione viscontea, sulle fondamenta di una fortificazione precedente. La sua funzione era controllare il borgo, la vallata e le vie di collegamento del territorio.
Si può salire sulla torre della Rocca Viscontea?
Sì, e dalla parte più alta si apre un panorama sulla Pianura Padana e sulle colline piacentine. Nelle giornate particolarmente limpide lo sguardo arriva fino all’arco alpino a nord e al crinale appenninico a sud.
Quanto è antica la Collegiata di Santa Maria Assunta?
L’origine viene tradizionalmente fatta risalire al 758. L’edificio venne ricostruito dopo il terremoto del 1117 e consacrato nel 1122. L’architettura è prevalentemente romanica, arricchita nei secoli da elementi gotici e rinascimentali. Accanto alla chiesa si trovano un chiostro e il Museo della Collegiata.
Cos’è il Palazzo del Podestà?
L’edificio sul lato settentrionale della Piazza Monumentale, la cui costruzione risale al 1292. All’interno è rimasta pressoché intatta la grande sala consiliare con il soffitto a cassettoni; nella Loggia dei Notari si trova l’Enoteca Comunale, punto di riferimento per i vini dei Colli Piacentini.
Quali musei ci sono a Castell’Arquato?
Il Museo Geologico Giuseppe Cortesi, che conserva fossili della Val d’Arda compresi resti di cetacei, perché in epoca preistorica questo territorio era ricoperto dal mare; e il Museo Luigi Illica, dedicato al librettista arquatese. C’è poi il Museo della Collegiata, con opere d’arte sacra.
Chi era Luigi Illica?
Poeta, giornalista, drammaturgo e librettista nato a Castell’Arquato. Collaborò con alcuni dei più importanti compositori della sua epoca e partecipò alla scrittura dei libretti di opere celebri come La Bohème, Tosca e Madama Butterfly di Giacomo Puccini.
Cosa si mangia a Castell’Arquato?
Lo gnocco fritto, preparato con farina, acqua o latte, lievito e grasso e servito ben caldo con salumi e formaggi; i pisaréi e fasö, gnocchetti di farina e pangrattato conditi con i fagioli; i salumi piacentini DOP e gli anolini. Fra i vini, il Monterosso Val d’Arda DOC, bianco frizzante prodotto sulle colline circostanti.
Che riconoscimenti ha ottenuto Castell’Arquato?
Ha la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, aderisce al circuito dei Borghi più belli d’Italia ed è anche Città del Vino: riconoscimenti che sottolineano il valore del suo patrimonio storico, paesaggistico ed enogastronomico.

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